mercoledì 20 marzo 2013

Nella Costituzione le scelte democratiche per fronteggiare la crisi

Visto che l'argomento è di quelli che levano il sonno, apro un angolo di discussione partendo da poche righe di un'email e spero che il signor Torelli non si senta plagiato.
Roberto Torelli ci ricorda:
Gli articoli della Costituzione, 45 e 46, se fossero stati attuati non avremo le situazioni tipo Richard Ginori.
L'articolo 45 prevede l'autogestione delle aziende in forma cooperativa e l'articolo 46 prevede il diritto dei lavoratori alla collaborazione per gestire le aziende.
Infatti l'attuazione di detti articoli avrebbero messo in condizione i lavoratori di conoscere le problematiche per la gestione o cogestione delle aziende.
Se fosse stato attuato l'articolo 3 della Costituzione avremo rimosso quegli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, IMPEDISCONO IL PIENO SVILUPPO DELLA PERSONA UMANA e l'effettiva PARTECIPAZIONE di tutti i LAVORATORI all'organizzazione POLITICA, ECONOMICA E SOCIALE DEL PAESE!
Ecco sta tutta li la questione: IL PIENO SVILUPPO DELLA PERSONA UMANA.
Per rimuovere quegli ostacoli, occorre  rendere effettivi gli articoli 2, 3, 4, 9, 21, 29, 30, 32, 33, 34, 35,36,37, 38, 42, 43, 45, 46, CON LA PIENA APPLICAZIONE dell' ARTICOLO 53! ( a Firenze c'è un detto: " senza lilleri un si lallera)!
Questo in commento ad un articolo di Guido Viale apparso su "Il Manifesto" del 16 marzo 2013
 

1 commento:

  1. Aggiungerei un contributo sintetico di un dibattito che ha coinvolo PCL con Emidia Papi, Piero Bernocchi e Giorgio Cremaschi contro La scusa del debito per permettere riduzione di diritti e delle risorse pubbliche e dei cittadini.

    Si è svolto sabato 16 marzo a Roma, nella Sala del Centro Congressi Cavour, il previsto incontro pubblico convocato dalle forze politiche, sociali e associative promotrici il 27 ottobre 2012 del "No Monti Day". L'assemblea ha visto la partecipazione di Emidia Papi, Piero Bernocchi, Giorgio Cremaschi e di di un centinaio di compagne e compagni.
    L'introduzione e il dibattito hanno posto la necessità di un confronto aperto e senza diplomazie sul che fare. Infatti la crisi si aggrava e tutte le politiche economiche liberiste continuano a colpire, guidate dai governi e dalla Troika europea.In più le elezioni italiane hanno due facce. La positiva punizione delle forze che hanno sostenuto il governo Monti, il voto al movimento 5 stelle costituiscono una manifestazione indiretta di rifiuto delle politiche di austerità. Dall'altro lato, però il fatto che questa protesta sia rivolta soprattutto contro la casta e i partiti e non contro il fiscal compact e le politiche di austerità in quanto tali, segna un punto di arretratezza del nostro paese rispetto alla mobilitazione degli altri paesi europei colpiti dal massacro sociale. Questo è anche dovuto al fatto che le confederazioni CGIL CISL e UIL hanno subito passivamente o addirittura appoggiato la politica del governo Monti. La sconfitta profonda di tutte le forze della sinistra radicale è però anche dovuta alla responsabilità delle scelte e delle pratiche di queste forze, cosa che richiede un cambiamento di fondo. Tutto questo propone la necessità di costruire una Coalizione contro l'austerità europea che sia esplicitamente rivolta contro il fiscal compact e tutti i patti che vincolano le decisioni dei governi e che si misuri con al domanda di una radicalità sociale e politica. Questa proposta significa riprendere un percorso che sfoci in confronti, iniziative e anche in una mobilitazione tenendo conto dei tempi della crisi politica.
    Il dibattito ha in gran parte fatta propria questa impostazione, tranne i compagni del Pcl che hanno espresso un diverso giudizio molto più negativo sul movimento 5 stelle e chiesto di avviare una mobilitazione contro quelle che hanno definito le tre destre. Nel dibattito è stata più volte sottolineata la necessità di misurarsi con il ruolo negativo svolto dalle tre confederazioni e di abbinare il rifiuto della concertazione alla lotta alla austerità. Contro i trattati europei è stata riproposta la richiesta di referendum sul fiscal compact, molto più valida e chiara che quella sull'euro ipotizzata dal M5S. Sulla crisi politica si è sollevata la questione di una vera democrazia partecipata fondata sul proporzionale alle elezioni politiche e su una vera democrazia sindacale senza privilegi per il sindacato concertativo. Si sono svolti decine di interventi che hanno toccato anche lotte ed esperienze le più varie. I compagni della Irisbus hanno dato a tutti appuntamento ad Avellino il 6 aprile. Con la già citata riserva dei compagni del Pcl l'assemblea ha quindi deciso di dare avvio al percorso di costruzione della coalizione contro l'austerità europea.

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