La tristezza della regressione del sistema politico al povero e anche poco efficacie (aggiungerei), presidente Napolitano, mette fuori gioco, almeno per ora ogni scatto qualitativo verso una nuova Italia sostenibile e libera dai vincoli dei finanzieri e speculatori, fatti di carta anzi di algoritmi.
La calma e il calore umano che traspariva dall'irreprensibile difensore dei diritti e delle regole sancite nella sempre osannata e disattesa Costituzione Italiana di Rodotà, cozza mortalmente con la "profonda e vibrante" fredda e burocratica politca spacciata da questi due partiti simbolo ormai dell'intrallazzo e della conservazione dei privilegi che a vario modo e titolo si sono assicurati e dal loro Presidente ( l'avete mai visto ridere, o sorridere? vero è che c'è poco da ridere, ma un po' di ironia!!! ).
A questo punto però, il dubbio che ci assale è sempre il solito, ma sarà che siamo nettamente minoritari e quindi incapaci di incidere nelle scelte dei rappresentanti, che davvero rappresentano la maggioranza assoluta, oppure di nuovo ci troviamo di fronte ad un colpo di mano della cosiddetta "casta" , riuscita ad imbonire molti nostri connazionali con la forza delle loro false promesse, ma poi aprofittano della fiducia accordata facendo il contrario di quello che i loro elettori chiedono.
Facendo parte della Rete deiComitati e seguendo online molti gruppi che si danno da fre, studiano soluzioni, lottano contro scelte contrarie ad un cosiddetto "sviluppo sostenibile" o verso una " decrescita felice", forse mi sono fatto un'idea solo parziale o proprio di parte del sentimento popolare, che invece preferisce essere guidato dai soliti piloti mediocri, ma rassicuranti, nel senso che qualche garanzietta per il loro interesse la mantenevano, e pace per chi sta già nella situazione di povertà, o semi schiavitù per dirla malamente "nella merda".
Ma come potrebbe essere possibile raccogliere e valutare questa parte che chiede alternative diverse a quelle che ci stanno propinando pur mantenendo le proprie specifiche idee?
Quale potrebbe essere il terreno comune dove far convergere queste disperse affinità?
Nel proporre queste domande e raccogliendo le risposte forse già si potrebbe individuare almeno una risposta capace di trovare tutti concordi.
Potrebbe essere lo stesso Rodotà a farla questa domanda, e convogliare la risposta in un unico contenitore, non per niente, ma almeno sapere chi potrebbe aver avuto lo stesso sentimento, per un attimo insieme a tutti noi.
Cambiaresipuò: frammenti di un discorso politico
lunedì 22 aprile 2013
martedì 16 aprile 2013
SOLO LA LOTTA PAGA: le coperative vittime sacrificali delle privatizzazioni e del debito
LE COOPERATIVE DI
LAVORO: NUOVA FORMA DI SFRUTTAMENTO DEI LAVORATORI
Non è un caso che alcune delle
più profonde ed estese lotte operaie e sociali si siano sviluppate
nel contesto dei lavoratori delle cooperative, soprattutto nel
settore della logistica.
Il sistema delle cooperative è
molto poco controllato e mal regolamentato e proprio su questo
giocano i padroni e le grosse imprese per ottenere profitti sempre
più ampi, con casi di veri e propri furti sulle buste paga che sono
molto spesso la norma e non l’eccezione. Anche la gestione dei
turni di lavoro e l’utilizzo della cassa integrazione va ad
esclusivo vantaggio dei padroni, che aumentano i carichi e le ore di
lavoro di chi resta nei magazzini, non riducendo quindi il lavoro
totale. Se poi aggiungiamo le vessazioni continue a cui sono
sottoposti questi lavoratori, molto spesso immigrati e quindi
sottoposti allo sfruttamento e al ricatto del permesso di soggiorno,
abbiamo un quadro preciso del perché da questo settore sia nata una
lotta così radicale.
In questo quadro non possiamo
dimenticare l’evidente disegno politico-economico di trasformare il
nord Italia e in particolare anche il nostro territorio in un immenso
polo logistico per le merci di tutta Europa, ponendo fine alla
Lombardia produttiva “locomotiva” dello sviluppo italiano per
lasciare il posto alla nuova Lombardia “autostrada d’Europa”,
prospettando quindi a noi e ai nostri figli un futuro in un magazzino
lavorando per qualche cooperativa. A questo si aggiunge la
devastazione ambientale che è legata a questo progetto, e ai
profitti dei grandi costruttori, che già subisce e che continuerà a
subire il nostro territorio, dalla TEM alla Pedemonatana al TAV in
Val Susa: tutte queste opere fortemente contestate dalla cittadinanza
che vive su quei territori sono funzionali a questo progetto di
valorizzazione del grande capitale italiano ed europeo.
Invitiamo tutti i cittadini, i
lavoratori e gli attivisti interessati a discuterne con noi in una
assemblea pubblica che si terrà sabato 11 maggio alle ore 15.00 al
circolo Arci Malabrocca a Pioltello, via alla stazione 22, sulla base
della seguente Piattaforma di rivendicazioni e di lotta:
- Assunzione diretta di tutti i lavoratori delle cooperative da parte delle imprese committenti.
- Creazione di comitati per coordinare e sostenere le mobilitazioni e gli scioperi dei lavoratori in lotta, nella prospettiva di costruire un coordinamento nazionale di tutte le lotte.
- Costituzione di comitati di lotta dei lavoratori della Sanità e della Scuola contro le privatizzazioni. Per servizi sociali pubblici e gratuiti sotto il controllo dei lavoratori e degli utenti.
- Unità dei sindacati non concertativi e degli attivisti sindacali combattivi della Fiom e della Cgil, che supporti le posizioni dei lavoratori più radicali e attivi nelle lotte.
- Istituzione di un nuovo meccanismo di scala mobile dei salari che leghi la retribuzione al costo della vita per restituire un minimo di dignità ai lavoratori.
- Istituzione di un reddito minimo garantito per tutti. Apertura dei libri contabili delle aziende che ricorrono alla cassa integrazione o ai licenziamenti per ragioni economiche.
- Nazionalizzazione senza indennizzo e sotto il controllo dei lavoratori delle aziende in crisi, che licenziano o che delocalizzano la produzione.
- Lotta per la convocazione di un prossimo sciopero generale unitario per costringere il governo a ritirare la riforma del lavoro che cancella l'art. 18 e tutte le altre misure di austerità.
- Riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario.
- Abolizione di tutte le leggi antisciopero.
- Per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.
- Perché tutti abbiano diritto a vivere degnamente in una casa senza temere di essere sfrattati
RETE DI SOSTEGNO
ATTIVA JABIL
NO AUSTERITY –
COORDINAMENTO DELLE LOTTE MILANO
giovedì 11 aprile 2013
CSP: le relazioni che curano
Apro il post con un titolo un po' new age, ma se è vero che avere senso pratico aiuta a risolvere i problemi è altrettanto importante maturare anche una capacità empatica, cioè saper mettere in risonanza i protagonisti di una comunicazione anche dal punto di vista delle emozioni.
Dal momento quindi, che i sentimenti che mi spingono a partecipare a questo progetto sono quelli della solitudine, come isolamenteo di idee, difficoltà a condividerle e desiderio di superare il sentimento di impotenza di fronte alla sfacciata forza di chi, vorace, vuole prendere tutto, faccio spazio a chi chiede di diventare attivo promotore di questa idea di ricerca di terreni comuni dove altruismo e solidarietà siano l'unico fertilizzante.
giovanni(nanniser@gmail.com)
Scrivendo a
oppure lasciando un commento a questa pagina, sarà possibile tracciare l'identità dal punto di vista delle emozioni delle persone che si mobilitano per il prossimo domani, con l'augurio di avere l'opportunità di vedersi e parlarsi di persona, un giorno.
Primo contributo. (Parte di email da Daniela)
[.......] E' un momento difficile ma per questo anche molto fecondo e bisognerebbe lasciare da parte le angosce per sperimentarne la portata. Il fatto che ci sia questa voglia di partecipare e di solidarietà è da solo un segno enorme! Questo significa che non sarebbe difficile aggregarsi attorno agli ideali comuni che abbiamo.
Qualcuno ha parlato di riunire i movimenti esistenti. E`qualcosa a cui pensavo da tempo. Ho cercato molto in rete ed ho trovato qualche timida iniziativa. Dato che Firenze sembra così attiva perché non farci promotori di questo dialogo? Essere facilitatoti di incontri è cosa non da poco. Se ci mettessimo a tessere le trame di questo dialogo con i gruppi e movimenti che condividono il percorso avremmo già fatto molto. Mi pare di capire che già siate al lavoro per questo.[......]
Dal momento quindi, che i sentimenti che mi spingono a partecipare a questo progetto sono quelli della solitudine, come isolamenteo di idee, difficoltà a condividerle e desiderio di superare il sentimento di impotenza di fronte alla sfacciata forza di chi, vorace, vuole prendere tutto, faccio spazio a chi chiede di diventare attivo promotore di questa idea di ricerca di terreni comuni dove altruismo e solidarietà siano l'unico fertilizzante.
giovanni(nanniser@gmail.com)
Scrivendo a
oppure lasciando un commento a questa pagina, sarà possibile tracciare l'identità dal punto di vista delle emozioni delle persone che si mobilitano per il prossimo domani, con l'augurio di avere l'opportunità di vedersi e parlarsi di persona, un giorno.
Primo contributo. (Parte di email da Daniela)
[.......] E' un momento difficile ma per questo anche molto fecondo e bisognerebbe lasciare da parte le angosce per sperimentarne la portata. Il fatto che ci sia questa voglia di partecipare e di solidarietà è da solo un segno enorme! Questo significa che non sarebbe difficile aggregarsi attorno agli ideali comuni che abbiamo.
Qualcuno ha parlato di riunire i movimenti esistenti. E`qualcosa a cui pensavo da tempo. Ho cercato molto in rete ed ho trovato qualche timida iniziativa. Dato che Firenze sembra così attiva perché non farci promotori di questo dialogo? Essere facilitatoti di incontri è cosa non da poco. Se ci mettessimo a tessere le trame di questo dialogo con i gruppi e movimenti che condividono il percorso avremmo già fatto molto. Mi pare di capire che già siate al lavoro per questo.[......]
domenica 31 marzo 2013
Cambiaresipuo: verso quale Sinistra
Sinistra, il suo significato è sempre più rarefatto, sarà che la usano tutti per identificarsi o per distinguersi, salvo poi declinarla
nelle più svariate forme, penso che il peccato originale sia mantenere
questo termine e la sua essenza come postulato. Comunque non è il
momento ora di sottilizzare, ma la sua ridefinizione e forse il suo
superamento credo che sarà il vero cambiamento che si deve imporre, soprattutto per Cambiaresipuo, che sta faticosamente cercando di "riunirla", di concentrarne le energie verso obbiettivi comuni, che sono molti.
Grillo questo voleva forse dire, basta etichette precostituite, a maggior ragione ora che sembra identificare sempre meno le classi sociali che ne sono state il primo movens.
D'altra parte l'obbiettivo è quello di elaborare in un modo nuovo e strade nuove, quindi andare su terreni sconosciuti dove essere o non essere di sinistra non è importante, vedi i movimenti, ma anche le nuove generazioni.
Se c'è da cambiare si deve mettere tutto sul tavolo, non per buttarlo certamente, ma per utilizzare quello che può meglio servire allo scopo.
Giovanni
[.......]sinistra per me il senso ce l'ha, eccome. Parte da un'analisi di estrazione del profitto, a fine privato, dal lavoro altrui. Anche se ci sono oggi complicazioni ambientali forse ancora, anzi certamente, più gravi persino del conflitto di classe ( conflitto neppure tanto percepito e agito in Europa, non riconosciuto né dai giovani né dai grillini, ma non importa riconoscerlo, agisce per conto suo) e anche se è mescolato a istanze culturali, religiose, etniche, di genere e di "diritto comunitario" enormi, il punto centrale di chi decide come io lavoro, cioè produco e riproduco per la società, e a chi va il valore che io genero, non è ancora stato, diciamo così, né risolto, né annullato né superato. Destra e sinistra è tutta lì. Che poi chi si richiama alla sinistra possa non essere stato in grado di rappresentarne o addirittura magari abbia tradito la questione di base..non vuol dire niente. Gli sfruttati continuano ad esserlo ed essere di sinistra vuol dire cercare un soluzione a questo problema.
on tutta l'apertura verso nuove idee ed esigenze e soprattutto verso le persone, e la volontà di non farne certamente una questione ideologica del tipo: _ non riconosco cosa di buono ci può essere in chi non condivide le mie idee.... il punto di vista deve essere mantenuto, [.......] Il nostro vuole essere il programma di sinistra in alternativa ad altri punti di vista (interclassisti, centristi etc)
Silvia
Grillo questo voleva forse dire, basta etichette precostituite, a maggior ragione ora che sembra identificare sempre meno le classi sociali che ne sono state il primo movens.
D'altra parte l'obbiettivo è quello di elaborare in un modo nuovo e strade nuove, quindi andare su terreni sconosciuti dove essere o non essere di sinistra non è importante, vedi i movimenti, ma anche le nuove generazioni.
Se c'è da cambiare si deve mettere tutto sul tavolo, non per buttarlo certamente, ma per utilizzare quello che può meglio servire allo scopo.
Giovanni
[.......]sinistra per me il senso ce l'ha, eccome. Parte da un'analisi di estrazione del profitto, a fine privato, dal lavoro altrui. Anche se ci sono oggi complicazioni ambientali forse ancora, anzi certamente, più gravi persino del conflitto di classe ( conflitto neppure tanto percepito e agito in Europa, non riconosciuto né dai giovani né dai grillini, ma non importa riconoscerlo, agisce per conto suo) e anche se è mescolato a istanze culturali, religiose, etniche, di genere e di "diritto comunitario" enormi, il punto centrale di chi decide come io lavoro, cioè produco e riproduco per la società, e a chi va il valore che io genero, non è ancora stato, diciamo così, né risolto, né annullato né superato. Destra e sinistra è tutta lì. Che poi chi si richiama alla sinistra possa non essere stato in grado di rappresentarne o addirittura magari abbia tradito la questione di base..non vuol dire niente. Gli sfruttati continuano ad esserlo ed essere di sinistra vuol dire cercare un soluzione a questo problema.
on tutta l'apertura verso nuove idee ed esigenze e soprattutto verso le persone, e la volontà di non farne certamente una questione ideologica del tipo: _ non riconosco cosa di buono ci può essere in chi non condivide le mie idee.... il punto di vista deve essere mantenuto, [.......] Il nostro vuole essere il programma di sinistra in alternativa ad altri punti di vista (interclassisti, centristi etc)
Silvia
mercoledì 20 marzo 2013
Nella Costituzione le scelte democratiche per fronteggiare la crisi
Visto che l'argomento è di quelli che levano il sonno, apro un angolo di discussione partendo da poche righe di un'email e spero che il signor Torelli non si senta plagiato.
Roberto Torelli ci ricorda:
Gli articoli della Costituzione, 45 e 46, se fossero stati attuati non avremo le situazioni tipo Richard Ginori.
L'articolo 45 prevede l'autogestione delle aziende in forma cooperativa e l'articolo 46 prevede il diritto dei lavoratori alla collaborazione per gestire le aziende.
Infatti l'attuazione di detti articoli avrebbero messo in condizione i lavoratori di conoscere le problematiche per la gestione o cogestione delle aziende.
Se fosse stato attuato l'articolo 3 della Costituzione avremo rimosso quegli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, IMPEDISCONO IL PIENO SVILUPPO DELLA PERSONA UMANA e l'effettiva PARTECIPAZIONE di tutti i LAVORATORI all'organizzazione POLITICA, ECONOMICA E SOCIALE DEL PAESE!
Ecco sta tutta li la questione: IL PIENO SVILUPPO DELLA PERSONA UMANA.
Per rimuovere quegli ostacoli, occorre rendere effettivi gli articoli 2, 3, 4, 9, 21, 29, 30, 32, 33, 34, 35,36,37, 38, 42, 43, 45, 46, CON LA PIENA APPLICAZIONE dell' ARTICOLO 53! ( a Firenze c'è un detto: " senza lilleri un si lallera)!
Questo in commento ad un articolo di Guido Viale apparso su "Il Manifesto" del 16 marzo 2013
Roberto Torelli ci ricorda:
Gli articoli della Costituzione, 45 e 46, se fossero stati attuati non avremo le situazioni tipo Richard Ginori.
L'articolo 45 prevede l'autogestione delle aziende in forma cooperativa e l'articolo 46 prevede il diritto dei lavoratori alla collaborazione per gestire le aziende.
Infatti l'attuazione di detti articoli avrebbero messo in condizione i lavoratori di conoscere le problematiche per la gestione o cogestione delle aziende.
Se fosse stato attuato l'articolo 3 della Costituzione avremo rimosso quegli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, IMPEDISCONO IL PIENO SVILUPPO DELLA PERSONA UMANA e l'effettiva PARTECIPAZIONE di tutti i LAVORATORI all'organizzazione POLITICA, ECONOMICA E SOCIALE DEL PAESE!
Ecco sta tutta li la questione: IL PIENO SVILUPPO DELLA PERSONA UMANA.
Per rimuovere quegli ostacoli, occorre rendere effettivi gli articoli 2, 3, 4, 9, 21, 29, 30, 32, 33, 34, 35,36,37, 38, 42, 43, 45, 46, CON LA PIENA APPLICAZIONE dell' ARTICOLO 53! ( a Firenze c'è un detto: " senza lilleri un si lallera)!
Questo in commento ad un articolo di Guido Viale apparso su "Il Manifesto" del 16 marzo 2013
martedì 19 marzo 2013
Cambiaresipuò e i cocci di Rivoluzione Civile
Ciao a tutti;
Cosa ne pensate? Sarà possibile una convergenza con RC? E che senso avrebbe un sostegno di CSP ad un leader con un proprio partito? Pur ammettendo che iniziasse ad ascoltare le istanze di CSP? Sulla pagina "Facebook Soggetto Politico", arrivano variegate istanze, da un lato che si auspicano che CSP vada ad appoggiare RC alle amministrative, dall'altro lato per far ripartire CAMBIARE SI PUò, ripulita dai partiti.
Cosa ne pensate? Sarà possibile una convergenza con RC? E che senso avrebbe un sostegno di CSP ad un leader con un proprio partito? Pur ammettendo che iniziasse ad ascoltare le istanze di CSP? Sulla pagina "Facebook Soggetto Politico", arrivano variegate istanze, da un lato che si auspicano che CSP vada ad appoggiare RC alle amministrative, dall'altro lato per far ripartire CAMBIARE SI PUò, ripulita dai partiti.
mercoledì 13 marzo 2013
CAMBIARE SI PUO' SOGGETTO POLITICO: partecipare per controllare e decidere
Cambiare
si Può è uno spazio di confronto di area moderata per una sinistra
contemporanea e allargata, che raccoglie e guarda ad unire le mille
anime
cittadine che lavorano onestamente sul territorio, persone che guardano e
pretendono un rinnovamento radicale dei propri partiti, le centinaia di
associazioni che tutti i giorni si spendono per quei
diritti che le politiche d'affari non garantiscono, relegandoci
volutamente in spazi di consumo, senza più panchine, senza più spazi di
aggregazione e di confronto. La
nuova buona politica vince solo con la Cambiare si puòpartecipazione, il confronto, il
calore, l’analisi disinteressata delle esigenze del territorio da parte
di noi cittadini che lo conosciamo, fuori dalle stanze
ovattate delle lobbies di potere. Poteri forti che hanno schiacciato il
nostro paese, che vanno dai partiti tradizionali, all’alta finanza, alle
mafie e massonerie che controllano le nostre
amministrazioni centrali e locali, attraverso il controllo dei partiti
verticistici tradizionali. Poteri che si danno confortevoli doppi e
tripli incarichi d'oro, che danno appalti ad aziende amiche,
posti di lavoro a parenti e amici, regali a banche e speculatori, sulle
spalle di pensionati, giovani, esodati, e dei nostri beni comuni, tra
cui scuola e sanità, ormai considerate la periferia da
questa elite di immoralmente arricchiti.
Persone, donne e uomini, senza distinzione di genere, movimenti e associazioni si confrontano oggi in un nuovo spazio comune (fatto di calore e passione, umanità e costruttività)
Persone, donne e uomini, senza distinzione di genere, movimenti e associazioni si confrontano oggi in un nuovo spazio comune (fatto di calore e passione, umanità e costruttività)
Iscriviti a:
Commenti (Atom)
