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Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Costruisci un modello nuovo che renda quello attuale obsoleto” Buckminster Fuller
IL
CONCETTO DI SOVRANITA’
Sovranità
culturale e formativa
“La
scuola deve rispondere alle esigenze della società”.
In
questa affermazione, ormai divenuta slogan corrente, è
brillantemente riassunta la vera e propria malattia dell’attuale
sistema.
Una
società sana si nutre e si rinnova dalle energie libere – quindi
non condizionate dall’esistente – che ogni nuova generazione
sprigiona da un altrettanto libero approccio allo studio, alla
conoscenza, al sapere.
Quindi
lo slogan di Arcipelago non può che essere: “La
società si rinnova grazie alla libera energia dell’uomo
conoscente”.
“Un
uomo dopo i 40 anni o diventa medico di se stesso o non vi sarà
medico in grado di curarlo”.
In
questo pensiero di Goethe vi è espresso il principio fondante del
rapporto tra medico e paziente: il permettere al paziente di prendere
sempre più coscienza di sé, delle cause delle proprie malattie e
delle conseguenti azioni volte a curarle. La remissione delle scelte
– quindi anche delle responsabilità – all’altro, o peggio ad
una pasticca, può essere solo interesse di quanti non vogliano la
partecipazione attiva dell’individuo al proprio destino.
Se
è vero che “siamo ciò
che mangiamo”, chi
siamo noi? Quanto di ciò che mangiamo deriva da scelta voluta
rispetto a suggestioni pubblicitarie, calcoli economici, scarsità di
tempo?
Riappropriarsi
del “mangiar bene” vuol dire riappropriarsi del rapporto col
proprio corpo, ascoltarlo, assecondare la sua profonda saggezza.
“L’asimmetria
delle pietre esprime la disarmonica armonia dell’universo”
(I Costruttori delle cattedrali cistercensi)
I
luoghi sono espressione delle persone che li vivono, non
semplicemente li abitano. Le diversità dei luoghi, come delle
famiglie ed infine degli individui, sono manifestazione della reale
complementarità di cui e con cui vive una comunità. Un territorio
esprime unicità e peculiarità se liberamente manifesta le qualità
e le vocazioni dei propri cittadini, non se si piega alle “esigenze”
dei mercati, compreso quello turistico.
La
conquista della sovranità territoriale passa quindi dalla
riconquista delle vocazioni oggi inespresse.
Se
l’economia è scambio di beni, prodotti, servizi, quindi della
capacità umana di pensare e realizzare beni, prodotti e servizi, il
denaro è lo strumento migliore – perché neutro – per facilitare
gli scambi e misurare – solo misurare – valori reciprocamente
riconosciuti. Valori delle cose (beni, prodotti e servizi) non certo
del misuratore.
Sovranità
monetaria è quindi ben più che creazione, emissione, distribuzione
di denaro senza interessi, è primariamente riconoscimento e, quindi
riappropriazione, del valore del nostro fare e della volontà di
scambiare: solo questo
“depotenzierà” prima ed eliminerà poi il denaro-merce, il
denaro-valore, in definitiva il denaro-potere.
La
valuta locale
(o moneta locale)
è un caso particolare di valuta
complementare (o
moneta complementare) con circolazione ridotta a una zona geografica
definita.
Le
valute locali sono strumenti di scambio, utilizzati su base
volontaria, con cui è possibile scambiare beni e servizi. Le valute
locali sono pensate per facilitare le transazioni e non
per il risparmio o l'investimento. Dagli anni '90 il mondo sta
vivendo lo sviluppo, a livello mondiale, di migliaia di differenti
monete locali. Tra mezzi di scambio dominati da monete nazionali e
sovra-nazionali stanno moltiplicandosi le monete progettate per usi
locali e regionali.
La
valuta locale può essere utilizzata in modo alternativo o
complementare alla moneta ufficiale, avente corso forzoso per legge.
Ogni valuta ha un rapporto di cambio con la moneta ufficiale,
solitamente la parità.
In
genere, la moneta locale è caratterizzata da un'emissione
centralizzata a valore indotto, a debito zero: la quantità di moneta
locale emessa è divisa in parti uguali fra gli appartenenti alla
comunità che ne riconoscono il valore.
| ŠCEC |
Gli ŠCEC sono la
conseguenza più logica del perché
è nato, di come
funziona e,
in definitiva, di cosa
è
Arcipelago ŠCEC.
Sono il simbolo
concreto di un patto, stretto fra persone comuni, imprese
commerciali, artigiane ed agricole, fra professionisti ed Enti
Locali, al fine di promuovere localmente lo scambio di beni e servizi
accettando una riduzione percentuale del prezzo rappresentata dagli
ŠCEC. Un passo indietro del singolo a beneficio dell’intera
comunità locale.
Sono emessi e
distribuiti dall’Associazione Arcipelago Šcec in nome della
collettività e con criteri trasparenti; ogni associato avrà diritto
alla stessa quantità di ŠCEC.
Gli ŠCEC sono la
rappresentazione dell’atto di fiducia che gli associati si
attribuiscono reciprocamente; ovviamente si usano solo insieme agli
Euro; rappresentando una diminuzione della spesa, aumentano di fatto
il potere di acquisto delle famiglie che partecipano al circuito di
Arcipelago, ma soprattutto agganciano gli euro al territorio
arginando l’emorragia di ricchezza e innescando circuiti
economicamente e socialmente virtuosi.
Possiamo allora
definire gli ŠCEC come una “contabilità” della reciproca
fiducia: metro di misura di una solidarietà fattiva, economicamente
circolare e quindi per tutti conveniente.
Gli ŠCEC rappresentano
il mezzo per contare la reciproca rinuncia ad una percentuale del
prezzo di vendita e così permettere alla comunità di Arcipelago di
riconoscersi.
Per motivi di praticità
hanno un cambio di 1:1 con l’euro ( quindi uno ŠCEC equivale ad un
Euro ) ma, ovviamente, non sono convertibili, possono solo passare di
mano in mano, da qui la Solidarietà ChE Cammina.
Al momento
dell’iscrizione l’accettatore – ovvero il produttore, il
commerciante, l’artigiano, il professionista – indica liberamente
la percentuale di accettazione dei Buoni Locali, valore che si aggira
solitamente tra il 5 e il 30% del prezzo del prodotto o del servizio.
Percentuale che potrà variare in qualsiasi momento solo con una
semplice comunicazione.
Ogni associato, sia
esso fruitore che accettatore, riceve, all’atto dell’iscrizione,
100 ŠCEC. L’obiettivo comune è rendere questa distribuzione
periodica fino a divenire mensile. Ciò avverrà nel momento in cui
il circuito locale sarà in grado di garantire e permettere una
circolazione dei Buoni Locali costante e continuativa.
Gli ŠCEC si contano e
si scambiano anche elettronicamente attraverso il ContoSCEC:
i Buoni Locali elettronici diverranno una quota sempre più
importante nella circolazione totale della ricchezza di un
territorio, lasciando al cartaceo le funzioni di ordine sociale e lo
scambio tra privati.
Tutto in Arcipelago
ŠCEC è libero e gratuito per fugare qualsiasi pensiero di interessi
reconditi o nascosti. Ovviamente se qualcuno riconosce la qualità
del lavoro che facciamo potrà contribuire alle nostre spese di
gestione
Perché
usare gli ŠCEC
a) Negli ultimi 30 anni
gli investimenti nell’economia reale, negli scambi di beni,
prodotti, servizi si sono ridotti fino al punto che, secondo gli
attuali dati ufficiali, ogni giorno nelle borse mondiali solo il 3%
degli scambi attiene al finanziamento dell’economia reale mentre il
97% è pura speculazione.
Ciò significa che di
tutto quanto viene da noi prodotto attraverso le nostre capacità,
solo il 3% viene reinvestito.
b) Negli ultimi 30 anni
il peso della Grande Distribuzione Organizzata (sia alimentare che
non) è salito costantemente a discapito del commercio tradizionale.
Attualmente, nella GDO, la percentuale di prodotti provenienti da
marchi multinazionali sfiora il 95%.
Ciò significa che di
quanto noi spendiamo per le necessità familiari solo il 5% viene
reinvestito nei territori in cui viviamo.
Noi potremmo anche
produrre il doppio; noi potremmo anche consumare il doppio; potremmo
così esaudire l’esigenza di crescita costante del Prodotto Interno
Lordo, ma avremmo come risultato il solo arricchire ancor di più la
speculazione e impoverire ulteriormente i nostri territori.
Arcipelago pone al
centro del proprio progetto quella qualità, ormai dimenticata,
chiamata buon senso; quel grano salis a disposizione di tutti e
utilizzabile fin da subito.
Territori sani, essenza
del locale, fanno una economia complessiva sana, sostanza del
globale. Dobbiamo quindi riportare gli investimenti sull’economia
reale; dobbiamo infine consumare di più ciò che noi stessi
produciamo.
Lo Šcec interviene
virtuosamente per ottenere questo.
Essendo l’utilizzo
degli Šcec una percentuale sulla spesa effettuata in Euro, il loro
utilizzo indirizza gli acquisti verso quei produttori, quei
commercianti, quegli artigiani che reinvestono i guadagni sul proprio
territorio e che scambiano le loro eccedenze/eccellenze con altri
territori che partecipano al circuito di Arcipelago.
Utilizzare gli Šcec è
affermazione della propria sovranità: singola e di gruppo, economica
e sociale. È riappropriarsi dell’orgoglio del fare e del contare
su ciò che si sa fare.
È amore per il proprio
territorio e per la propria gente: entrambi si aprono all’amore
reciproco, fieri di scambiarselo. Liberamente.
Come utilizzare gli ŠCEC
Arcipelago
è espressione della volontà di creare principi di circolarità, in
economia come nel sociale.
Lo
Šcec è la manifestazione pratica di questa volontà.
È
una riduzione di prezzo che non muore mai.
È
una rinuncia che genera abbondanza.
È
compartecipazione ad un benessere condiviso.
Esempio
di utilizzo degli ŠCEC
Un
qualunque associato acquista un prodotto, o utilizza un servizio, di
un’altro associato il quale, ad esempio, accetta di ricevere Šcec
pari ad un 20% del prezzo.
Se
la spesa è di 50 euro, l’associato pagherà 40 euro e consegnerà
10 Šcec: il quantitativo di Šcec consegnato è il simbolo concreto
della compartecipazione a migliorare il fluire degli scambi
all’interno del proprio territorio.
L’associato
che ha accettato i 10 Šcec sa che può contare sulla volontà di
altri commercianti, produttori, artigiani, professionisti, iscritti
ad Arcipelago, di rinunciare a loro volta ad una percentuale di
guadagno sulle loro vendite.
Questa
è un circolarità che manifesta la più concreta solidarietà:
quella che ognuno riconosce all’altro ricevendone altrettanta. E’
una solidarietà che, come conseguenza, restituisce a tutti un
benessere che non si esprime solo economicamente, ma soprattutto
socialmente.
Il
buon risultato di una persona diviene buon risultato per tutta la
comunità: circolazione di lavoro, scambi, passioni.
“La
circolazione dello Šcec muove da una scelta consapevole che la
rinuncia a poco, di quanto fino ad ora abbiamo ritenuto prioritario
nella nostra vita ( il denaro a debito),non può che portare
beneficio; questo risulta ovvio se iniziamo a pensare alla nostra
vita come ad un momento di scambio comunitario piuttosto che ad una
passività individualista. In concreto, nell’esperienza Šcec
quotidiana, il Dono si manifesta non solo dal punto di vista
dell’Accettatore, il quale sceglie consapevolmente di ridurre il
prezzo di vendita dei propri beni e servizi, ma anche dal lato del
Fruitore che con coscienza sceglie di utilizzare uno strumento che
favorirà la comunità locale, sia nella sua espressione economica,
sia nella sua espressione sociale. Attraverso lo Šcec il Dono si fa
reciproco e anche l’acquirente diventa parte attiva e solidale”
da
“Lo Šcec è davvero un dono?” Lisa Bortolotti, Arcipelago ŠCEC
Emilia Romagna
Calcolare
lo ŠCEC
Esempio di calcolo
dello ŠCEC nelle compravendite tra soci
In Italia la legge
impone, nel commercio al dettaglio, di rendere visibili i prezzi
praticati al pubblico, prezzi che sono generalmente comprensivi di
IVA. Nei rapporti commerciali tra aziende, invece, i prezzi indicati
nei listini sono generalmente, non comprensivi di IVA. Tale
differenza comporta un diverso calcolo della % di ŠCEC nelle
compravendite tra i soci.
Sono emessi ŠCEC del
taglio di 0,50
– 1,00 – 2,00 – 5,00 – 10,00 – 20,00 – 50,00,
ovviamente un arrotondamento è necessario: questo solo in caso di
uso cartaceo, in quanto per via elettronica il calcolo avviene
preciso al centesimo.
In caso di uso
cartaceo, la cifra da riscuotere in ŠCEC si
arrotonda così:
- per difetto da
0,01 a 0,25 e da 0,51 a 0,75
- per eccesso da
0,26 a 0,49 e da 0,76 a 0,99
- Esempio – 11,00 euro con 20% di accettazione = 8,80 euro + 2,20 ŠCEC diviene : 9,00 euro e 2,00 ŠCEC
- Esempio – 18,00 euro con 10% di accettazione = 16,20 euro + 1,80 ŠCEC diviene : 16,00 euro e 2,00 ŠCEC
1 – COMPRAVENDITA AL DETTAGLIO
2 – COMPRAVENDITA TRA AZIENDE
Come
abbiamo detto, i prezzi della merce esposta al pubblico sono
comprensivi di IVA.
Viene
infatti mostrato il prezzo IVA inclusa. In questo caso il calcolo
della % di ŠCEC avviene così:
Cartellino
di vendita al pubblico da Euro 120,00 IVA inclusa (IVA 20%)
- Accettazione
ŠCEC = 10%
Euro 120,00 – 10%
ŠCEC = Euro incassati: 108,00 (Totale scontrino o fattura)
ŠCEC
ritirati dall’azienda: 12,00
Come abbiamo detto, i prezzi della
merce esposta nei listini, generalmente, non sono comprensivi di IVA.
Viene infatti mostrato il prezzo IVA
esclusa. In questo caso il calcolo della % di ŠCEC avviene così:
Prezzo imponibile di vendita da Euro
100,00 IVA esclusa (IVA 20%) - Accettazione
ŠCEC = 10%
Euro 100,00 – 10% ŠCEC =
imponibile: 90,00 + 18,00 IVA = 108,00 (Totale fattura)
ŠCEC ritirati dall’azienda:
10,00
La differenza di SCEC ricevuti in
più dal dettagliante è data dal fatto che lo sconto, nel suo caso,
è calcolato sul lordo (prezzo Iva compresa) mentre, nel caso del
grossita, sul netto (prezzo imponibile Iva esclusa)

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