domenica 31 marzo 2013

Cambiaresipuo: verso quale Sinistra

Sinistra, il suo significato è sempre più rarefatto, sarà che la usano tutti per identificarsi o per distinguersi,  salvo poi declinarla nelle più svariate forme, penso che il peccato originale sia mantenere questo termine e la sua essenza come postulato. Comunque non è il momento ora di sottilizzare, ma la sua ridefinizione e forse il suo superamento credo che sarà il vero cambiamento che si deve imporre, soprattutto per Cambiaresipuo, che sta faticosamente cercando di "riunirla", di concentrarne le energie verso obbiettivi comuni, che sono molti.
Grillo questo voleva forse dire, basta etichette precostituite, a maggior ragione ora che sembra identificare sempre meno le classi sociali che ne sono state il primo movens.

D'altra parte l'obbiettivo è quello di elaborare in un modo nuovo e strade nuove, quindi andare su terreni sconosciuti dove essere o non essere di sinistra non è importante, vedi i movimenti, ma anche le nuove generazioni.
 Se c'è da cambiare si deve mettere tutto sul tavolo, non per buttarlo certamente, ma per utilizzare quello che può meglio servire allo scopo.
Giovanni

[.......]sinistra per me il senso ce l'ha, eccome. Parte da un'analisi di estrazione del profitto, a fine privato,  dal lavoro altrui. Anche se ci sono oggi complicazioni ambientali forse ancora, anzi certamente, più gravi persino del conflitto di classe ( conflitto neppure tanto percepito e agito in Europa, non riconosciuto né dai giovani né dai grillini, ma non importa riconoscerlo, agisce per conto suo) e anche se è mescolato a istanze culturali, religiose, etniche, di genere e di "diritto comunitario" enormi, il punto centrale di chi decide come io lavoro, cioè produco e riproduco per la società, e a chi va il valore che io genero, non è ancora stato, diciamo così, né risolto, né annullato né superato. Destra e sinistra è tutta lì. Che poi chi si richiama alla sinistra possa non essere stato in grado di rappresentarne o addirittura magari abbia tradito la questione di base..non vuol dire niente. Gli sfruttati continuano ad esserlo ed essere di sinistra vuol dire cercare un soluzione a questo problema.
on tutta l'apertura verso nuove idee ed esigenze e soprattutto verso le persone, e la volontà di non farne certamente una questione ideologica del tipo: _ non riconosco cosa di buono ci può essere in chi non condivide le mie idee.... il punto di vista deve essere mantenuto, [.......] Il nostro vuole essere il programma di sinistra in alternativa ad altri punti di vista (interclassisti, centristi etc)
Silvia

mercoledì 20 marzo 2013

Nella Costituzione le scelte democratiche per fronteggiare la crisi

Visto che l'argomento è di quelli che levano il sonno, apro un angolo di discussione partendo da poche righe di un'email e spero che il signor Torelli non si senta plagiato.
Roberto Torelli ci ricorda:
Gli articoli della Costituzione, 45 e 46, se fossero stati attuati non avremo le situazioni tipo Richard Ginori.
L'articolo 45 prevede l'autogestione delle aziende in forma cooperativa e l'articolo 46 prevede il diritto dei lavoratori alla collaborazione per gestire le aziende.
Infatti l'attuazione di detti articoli avrebbero messo in condizione i lavoratori di conoscere le problematiche per la gestione o cogestione delle aziende.
Se fosse stato attuato l'articolo 3 della Costituzione avremo rimosso quegli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, IMPEDISCONO IL PIENO SVILUPPO DELLA PERSONA UMANA e l'effettiva PARTECIPAZIONE di tutti i LAVORATORI all'organizzazione POLITICA, ECONOMICA E SOCIALE DEL PAESE!
Ecco sta tutta li la questione: IL PIENO SVILUPPO DELLA PERSONA UMANA.
Per rimuovere quegli ostacoli, occorre  rendere effettivi gli articoli 2, 3, 4, 9, 21, 29, 30, 32, 33, 34, 35,36,37, 38, 42, 43, 45, 46, CON LA PIENA APPLICAZIONE dell' ARTICOLO 53! ( a Firenze c'è un detto: " senza lilleri un si lallera)!
Questo in commento ad un articolo di Guido Viale apparso su "Il Manifesto" del 16 marzo 2013
 

martedì 19 marzo 2013

Cambiaresipuò e i cocci di Rivoluzione Civile

Ciao a tutti;
Cosa ne pensate? Sarà possibile una convergenza con RC? E che senso avrebbe un sostegno di CSP ad un leader con un proprio partito? Pur ammettendo che iniziasse ad ascoltare le istanze di CSP? Sulla pagina "Facebook Soggetto Politico", arrivano variegate istanze, da un lato che si auspicano che CSP vada ad appoggiare RC alle amministrative, dall'altro lato per far ripartire CAMBIARE SI PUò, ripulita dai partiti.
Ingroia sembra voler proseguire il suo percorso politico dichiarando che Rivoluzione Civile non è morta: “Abbiamo ricevuto migliaia di email e lettere dai nostri elettori che ci chiedono di andare avanti. Ci fermano per strada pregandoci di non disperdere il loro voto: 800 mila cittadini ci hanno dato fiducia."

mercoledì 13 marzo 2013

CAMBIARE SI PUO' SOGGETTO POLITICO: partecipare per controllare e decidere

Cambiare si Può è uno spazio di confronto di area moderata per una sinistra contemporanea e allargata, che raccoglie e guarda ad unire le mille anime cittadine che lavorano onestamente sul territorio, persone che guardano e pretendono un rinnovamento radicale dei propri partiti, le centinaia di associazioni che tutti i giorni si spendono per quei diritti che le politiche d'affari non garantiscono, relegandoci volutamente in spazi di consumo, senza più panchine, senza più spazi di aggregazione e di confronto. La nuova buona politica vince solo con la Cambiare si puòpartecipazione, il confronto, il calore, l’analisi disinteressata delle esigenze del territorio da parte di noi cittadini che lo conosciamo, fuori dalle stanze ovattate delle lobbies di potere. Poteri forti che hanno schiacciato il nostro paese, che vanno dai partiti tradizionali, all’alta finanza, alle mafie e massonerie che controllano le nostre amministrazioni centrali e locali, attraverso il controllo dei partiti verticistici tradizionali. Poteri che si danno confortevoli doppi e tripli incarichi d'oro, che danno appalti ad aziende amiche, posti di lavoro a parenti e amici, regali a banche e speculatori, sulle spalle di pensionati, giovani, esodati, e dei nostri beni comuni, tra cui scuola e sanità, ormai considerate la periferia da questa elite di immoralmente arricchiti.
Persone, donne e uomini, senza distinzione di genere, movimenti e associazioni si confrontano oggi in un nuovo spazio comune (fatto di calore e passione, umanità e costruttività)

martedì 12 marzo 2013

Fare politica è una professione,una missione o altro ancora?

Sembra necessario rispondere a questa  domanda, oggi, visto il pessimo esempio degli ultimi 50 anni, come minimo, se è vero che senza i partiti non avremmo avuto una delle più importanti Carte Costituzionali del mondo, è proprio a questi stessi partiti o ai loro cloni dei parlamenti degli ultimi venti anni che la maggioranza dei cittadini imputano la disastrosa situazione sociale ed economica che minaccia la loro vita attuale e futura.

Immaginare una società in cui non esista un'intermediazione tra tutta la popolazione e gli organi di governo, cioè chi ci dovrebbe amministrare, regolare,  organizzare i servizi in modo da  favorire la convivenza e la mediazione tra le soggettività espresse da una popolazione attiva e continuamente in movimento,. è un'acrobazia mentale molto pericolosa, a meno che non si immagini una rete di protezione del tutto nuova, come i protagonisti dell'ultima elezione IL MoVimento 5 Stelle sembrerebbero promuovere.

Diamo forma e contenuto a Cambiaresipuò

Io partirei da qui di Giovanni Serni
La domanda delle domande per CSP riguarda la sua esistenza, perchè è necessario che ci sia? A cosa e a chi può essere utile?
Perchè di questo si deve essere certi per partire e indirizzare una discussione.
Questo significato ne determina la sopravvivenza, se a nessuno serve che ci sta a fare?
Il panorama nazionale ha una miriade di creature simili che si battono per dare voce e rappresentanza ad un pensiero che nasce a sinistra o perlomeno dalla sinistra più dialettica, che si pone dinamicamente di fronte alle trasformazioni sociali, ma che vuole interagire senza certezze assolute, con chi non sa e non si cura di sentirsi di sinistra, ma chiede di partecipare comunque alla discussione sulle scelte che ritiene necessarie per rendere la vita degna di essere vissuta per tutti, e qui siamo veramente nel generale, ma per questo universale.
Scendendo più nel particolare questo, che sembra un ideale universalmente riconosciuto perde via via universalità fino a raggiungere fisionomie di aperta conflittualità che deve essere trasformata in scontro dialettico prima che diventi lotta armata.