Sinistra, il suo significato è sempre più rarefatto, sarà che la usano tutti per identificarsi o per distinguersi, salvo poi declinarla
nelle più svariate forme, penso che il peccato originale sia mantenere
questo termine e la sua essenza come postulato. Comunque non è il
momento ora di sottilizzare, ma la sua ridefinizione e forse il suo
superamento credo che sarà il vero cambiamento che si deve imporre, soprattutto per Cambiaresipuo, che sta faticosamente cercando di "riunirla", di concentrarne le energie verso obbiettivi comuni, che sono molti.
Grillo questo voleva forse dire, basta etichette
precostituite, a maggior ragione ora che sembra identificare sempre meno
le classi sociali che ne sono state il primo movens.
D'altra parte l'obbiettivo è quello di elaborare in un modo nuovo e
strade nuove, quindi andare su terreni sconosciuti dove essere o non
essere di sinistra non è importante, vedi i movimenti, ma anche le nuove
generazioni.
Se c'è da cambiare si deve mettere tutto sul tavolo, non per
buttarlo certamente, ma per utilizzare quello che può meglio servire
allo scopo.
Giovanni
[.......]sinistra per me il senso ce l'ha, eccome. Parte da un'analisi di
estrazione del profitto, a fine privato, dal lavoro altrui. Anche se ci
sono oggi complicazioni ambientali forse ancora, anzi certamente, più
gravi persino del conflitto di classe ( conflitto neppure tanto
percepito e agito in Europa, non riconosciuto né dai giovani né dai
grillini, ma non importa riconoscerlo, agisce per conto suo) e anche se è
mescolato a istanze culturali, religiose, etniche, di genere e di
"diritto comunitario" enormi, il punto centrale di chi decide come io
lavoro, cioè produco e riproduco per la società, e a chi va il valore
che io genero, non è ancora stato, diciamo così, né risolto, né
annullato né superato. Destra e sinistra è tutta lì. Che poi chi si
richiama alla sinistra possa non essere stato in grado di rappresentarne
o addirittura magari abbia tradito la questione di base..non vuol dire
niente. Gli sfruttati continuano ad esserlo ed essere di sinistra vuol
dire cercare un soluzione a questo problema.
on tutta l'apertura verso nuove idee ed esigenze e soprattutto
verso le persone, e la volontà di non farne certamente una questione
ideologica del tipo: _ non riconosco cosa di buono ci può essere in chi
non condivide le mie idee.... il punto di vista deve essere
mantenuto, [.......] Il nostro
vuole essere il programma di sinistra in alternativa ad altri punti di
vista (interclassisti, centristi etc)
Silvia
domenica 31 marzo 2013
mercoledì 20 marzo 2013
Nella Costituzione le scelte democratiche per fronteggiare la crisi
Visto che l'argomento è di quelli che levano il sonno, apro un angolo di discussione partendo da poche righe di un'email e spero che il signor Torelli non si senta plagiato.
Roberto Torelli ci ricorda:
Gli articoli della Costituzione, 45 e 46, se fossero stati attuati non avremo le situazioni tipo Richard Ginori.
L'articolo 45 prevede l'autogestione delle aziende in forma cooperativa e l'articolo 46 prevede il diritto dei lavoratori alla collaborazione per gestire le aziende.
Infatti l'attuazione di detti articoli avrebbero messo in condizione i lavoratori di conoscere le problematiche per la gestione o cogestione delle aziende.
Se fosse stato attuato l'articolo 3 della Costituzione avremo rimosso quegli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, IMPEDISCONO IL PIENO SVILUPPO DELLA PERSONA UMANA e l'effettiva PARTECIPAZIONE di tutti i LAVORATORI all'organizzazione POLITICA, ECONOMICA E SOCIALE DEL PAESE!
Ecco sta tutta li la questione: IL PIENO SVILUPPO DELLA PERSONA UMANA.
Per rimuovere quegli ostacoli, occorre rendere effettivi gli articoli 2, 3, 4, 9, 21, 29, 30, 32, 33, 34, 35,36,37, 38, 42, 43, 45, 46, CON LA PIENA APPLICAZIONE dell' ARTICOLO 53! ( a Firenze c'è un detto: " senza lilleri un si lallera)!
Questo in commento ad un articolo di Guido Viale apparso su "Il Manifesto" del 16 marzo 2013
Roberto Torelli ci ricorda:
Gli articoli della Costituzione, 45 e 46, se fossero stati attuati non avremo le situazioni tipo Richard Ginori.
L'articolo 45 prevede l'autogestione delle aziende in forma cooperativa e l'articolo 46 prevede il diritto dei lavoratori alla collaborazione per gestire le aziende.
Infatti l'attuazione di detti articoli avrebbero messo in condizione i lavoratori di conoscere le problematiche per la gestione o cogestione delle aziende.
Se fosse stato attuato l'articolo 3 della Costituzione avremo rimosso quegli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, IMPEDISCONO IL PIENO SVILUPPO DELLA PERSONA UMANA e l'effettiva PARTECIPAZIONE di tutti i LAVORATORI all'organizzazione POLITICA, ECONOMICA E SOCIALE DEL PAESE!
Ecco sta tutta li la questione: IL PIENO SVILUPPO DELLA PERSONA UMANA.
Per rimuovere quegli ostacoli, occorre rendere effettivi gli articoli 2, 3, 4, 9, 21, 29, 30, 32, 33, 34, 35,36,37, 38, 42, 43, 45, 46, CON LA PIENA APPLICAZIONE dell' ARTICOLO 53! ( a Firenze c'è un detto: " senza lilleri un si lallera)!
Questo in commento ad un articolo di Guido Viale apparso su "Il Manifesto" del 16 marzo 2013
martedì 19 marzo 2013
Cambiaresipuò e i cocci di Rivoluzione Civile
Ciao a tutti;
Cosa ne pensate? Sarà possibile una convergenza con RC? E che senso avrebbe un sostegno di CSP ad un leader con un proprio partito? Pur ammettendo che iniziasse ad ascoltare le istanze di CSP? Sulla pagina "Facebook Soggetto Politico", arrivano variegate istanze, da un lato che si auspicano che CSP vada ad appoggiare RC alle amministrative, dall'altro lato per far ripartire CAMBIARE SI PUò, ripulita dai partiti.
Cosa ne pensate? Sarà possibile una convergenza con RC? E che senso avrebbe un sostegno di CSP ad un leader con un proprio partito? Pur ammettendo che iniziasse ad ascoltare le istanze di CSP? Sulla pagina "Facebook Soggetto Politico", arrivano variegate istanze, da un lato che si auspicano che CSP vada ad appoggiare RC alle amministrative, dall'altro lato per far ripartire CAMBIARE SI PUò, ripulita dai partiti.
mercoledì 13 marzo 2013
CAMBIARE SI PUO' SOGGETTO POLITICO: partecipare per controllare e decidere
Cambiare
si Può è uno spazio di confronto di area moderata per una sinistra
contemporanea e allargata, che raccoglie e guarda ad unire le mille
anime
cittadine che lavorano onestamente sul territorio, persone che guardano e
pretendono un rinnovamento radicale dei propri partiti, le centinaia di
associazioni che tutti i giorni si spendono per quei
diritti che le politiche d'affari non garantiscono, relegandoci
volutamente in spazi di consumo, senza più panchine, senza più spazi di
aggregazione e di confronto. La
nuova buona politica vince solo con la Cambiare si puòpartecipazione, il confronto, il
calore, l’analisi disinteressata delle esigenze del territorio da parte
di noi cittadini che lo conosciamo, fuori dalle stanze
ovattate delle lobbies di potere. Poteri forti che hanno schiacciato il
nostro paese, che vanno dai partiti tradizionali, all’alta finanza, alle
mafie e massonerie che controllano le nostre
amministrazioni centrali e locali, attraverso il controllo dei partiti
verticistici tradizionali. Poteri che si danno confortevoli doppi e
tripli incarichi d'oro, che danno appalti ad aziende amiche,
posti di lavoro a parenti e amici, regali a banche e speculatori, sulle
spalle di pensionati, giovani, esodati, e dei nostri beni comuni, tra
cui scuola e sanità, ormai considerate la periferia da
questa elite di immoralmente arricchiti.
Persone, donne e uomini, senza distinzione di genere, movimenti e associazioni si confrontano oggi in un nuovo spazio comune (fatto di calore e passione, umanità e costruttività)
Persone, donne e uomini, senza distinzione di genere, movimenti e associazioni si confrontano oggi in un nuovo spazio comune (fatto di calore e passione, umanità e costruttività)
martedì 12 marzo 2013
Fare politica è una professione,una missione o altro ancora?
Sembra necessario rispondere a questa domanda, oggi, visto il pessimo esempio degli ultimi 50 anni, come minimo, se è vero che senza i partiti non avremmo avuto una delle più importanti Carte Costituzionali del mondo, è proprio a questi stessi partiti o ai loro cloni dei parlamenti degli ultimi venti anni che la maggioranza dei cittadini imputano la disastrosa situazione sociale ed economica che minaccia la loro vita attuale e futura.
Immaginare una società in cui non esista un'intermediazione tra tutta la popolazione e gli organi di governo, cioè chi ci dovrebbe amministrare, regolare, organizzare i servizi in modo da favorire la convivenza e la mediazione tra le soggettività espresse da una popolazione attiva e continuamente in movimento,. è un'acrobazia mentale molto pericolosa, a meno che non si immagini una rete di protezione del tutto nuova, come i protagonisti dell'ultima elezione IL MoVimento 5 Stelle sembrerebbero promuovere.
Immaginare una società in cui non esista un'intermediazione tra tutta la popolazione e gli organi di governo, cioè chi ci dovrebbe amministrare, regolare, organizzare i servizi in modo da favorire la convivenza e la mediazione tra le soggettività espresse da una popolazione attiva e continuamente in movimento,. è un'acrobazia mentale molto pericolosa, a meno che non si immagini una rete di protezione del tutto nuova, come i protagonisti dell'ultima elezione IL MoVimento 5 Stelle sembrerebbero promuovere.
Diamo forma e contenuto a Cambiaresipuò
Io partirei da qui di Giovanni Serni
La domanda delle domande per CSP riguarda la sua esistenza, perchè è necessario che ci sia? A cosa e a chi può essere utile?
La domanda delle domande per CSP riguarda la sua esistenza, perchè è necessario che ci sia? A cosa e a chi può essere utile?
Perchè di questo
si deve essere certi per partire e indirizzare una discussione.
Questo significato ne determina la sopravvivenza, se a nessuno serve che ci sta a fare?
Il
panorama nazionale ha una miriade di creature simili che si battono per
dare voce e rappresentanza ad un pensiero che nasce a sinistra o
perlomeno dalla sinistra più dialettica, che si pone dinamicamente di
fronte alle trasformazioni sociali, ma che vuole interagire senza
certezze assolute, con chi non sa e non si cura di sentirsi di sinistra,
ma chiede di partecipare comunque alla discussione sulle scelte che
ritiene necessarie per rendere la vita degna di essere vissuta per
tutti, e qui siamo veramente nel generale, ma per questo universale.
Scendendo
più nel particolare questo, che sembra un ideale universalmente
riconosciuto perde via via universalità fino a raggiungere fisionomie di
aperta conflittualità che deve essere trasformata in scontro dialettico
prima che diventi lotta armata.
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