CAMBIARE SI PUO' – FI GRUPPO RIFORME ISTITUZIONALI


Di seguito la bozza di documento scaturita  dal gruppo unitario per la riforma  delle leggi elettorali , riunitosi nei giorni scorsi, che ha deciso inoltre  di organizzare per la seconda metà di maggio un incontro pubblico sulla riforma della legge elettorale.
 CAMBIARE SI PUO' – FI
GRUPPO RIFORME ISTITUZIONALI
Finalità.
Le riforme istituzionali, (modifica della Costituzione e leggi ordinarie) sono nell'agenda politica delle forze in Parlamento; al contrario sono però poco sentite nell’ambito della sinistra che di solito su questi temi interviene in ritardo, on una elaborazione superficiale e quindi senza alcuna possibilità di incidenza.
E' vero che la riforma della legge elettorale e le riforme relative al ruolo del Parlamento non risolvono i problemi tragici della disoccupazione, della povertà crescente, ecc., è anche vero però che le scelte che incidono su tutti i problemi sociali ed economici passano per le Istituzioni; soprattutto in una situazione come quella attuale in cui le lotte sociali sono assenti e le piazze sono invece occupate dal Cav.
La sinistra dopo anni di sconfitte elettorali e di sostanziale disimpegno a fronte dello stravolgimento dei diritti costituzionali ecc. dovrebbe comprendere che le lotte sociali sono certamente una priorità-, ma devono anche essere supportate o, quanto meno, non vanificate dalle istituzioni ( v. l’esperienza dei referendum ); ma soprattutto deve considerare che in periodi di grande difficoltà economica e sociale, la difesa della democrazia e dei principi costituzionali è essenziale .
Noi ci proponiamo pertanto di dare un modesto contributo per rilanciare il tema della democrazia strettamente connessa con quella dei diritti sociali che si può sintetizzare nella difesa della nostra Costituzione che peraltro pone al centro il lavoro e l'uguaglianza.
Per questo l'attività del nostro gruppo deve essere connessa con quella del gruppo sulle politiche del lavoro.
Metodo di lavoro.
    1. Riflessione sui temi istituzionali di attualità e formalizzazione delle nostre proposte da discutere in assemblea.
    2. Segnalazione delle riflessioni di altri soggetti politici sul tema delle riforme istituzionali.
    3. Promozione di incontri con le altre realtà politiche e sociali ed eventuali dibattiti pubblici di approfondimento.

Iniziativa legislativa del Parlamento e poteri del Governo dimissionario ma non sfiduciato.
Nell’immediato CSP deve valutare l’attuale situazione di stallo istituzionale, causato soprattutto dalle difficoltà interne del PD rispetto ad una situazione istituzionale, certamente difficile, ma che il PD non riesce in alcun modo a governare.
Noi riteniamo che il Parlamento, anche in mancanza di un Governo nel pieno dei suoi poteri, possa e debba svolgere il suo ruolo politico ed istituzionale proprio per dare un segnale di presenza delle istituzioni in un momento di grave crisi economica e sociale. La Costituzione non subordina la funzione legislativa del Parlamento alla fiducia ad un Governo; ovviamente un Governo dimissionario e rimasto in carica per l'ordinaria amministrazione non può prendere iniziative politiche, per es. proporre disegni di legge o decreti legge, se non in casi di assoluta gravità ed urgenza.
Né tanto meno la Costituzione subordina la formazione delle Commissioni alla fiducia ad un Governo; per es la Giunta per le elezioni che deve esaminare i casi di eventuale ineleggibilità dovrebbe essere assolutamente prioritaria anche rispetto alla fiducia al Governo.
Per quanto concerne la partecipazione del Governo ai lavori delle Commissioni, non prevista dalla Costituzione, è un’attività di ordinaria amministrazione che può essere esercitata da un Governo dimissionario.
Non si comprendono quindi le ragioni per cui il PD invece di cercare un impossibile appoggio preventivo del M5S, non si procuri la fiducia con concrete proposte di legge sugli 8 punti programmatici da portare in Parlamento (è però prevedibile che proprio il PD si spaccherebbe).
Meno ancora è comprensibile il comportamento al M5S che rifiuta l'accordo preventivo con il PD ( può essere coerente con le parole d’ordine della campagna elettorale), ma non prende alcuna iniziativa concreta per sfidare il PD sul tema del confronto parlamentare.
SEL è del tutto assente e, come era prevedibile, non è più in grado di prendere alcuna iniziativa autonoma.
In questo quadro la proposta di una iniziativa dal basso che solleciti un'iniziativa del Parlamento su alcune proposte qualificate, così come era stato proposto, sarebbe auspicabile.-


Temi specifici
1 -Riforma leggi elettorali (nazionali e regionali).
A Firenze circa due anni addietro fu costituito un gruppo unitario con la partecipazione di SEL, FdS (PRC, PdCI, SPC), Verdi, ALBA, IDV, Comitato per la difesa della la Costituzione, Carovana per la Costituzione, Libertà e Giustizia, Sinistra Unita e Plurale e Sinistra PD. Il gruppo unitario si è riunito con una certa frequenza ed aveva aderito all'iniziativa referendaria proposta da Passigli e successivamente stoppata dalla contrapposta iniziativa referendaria di alcuni esponenti del PD, da IDV ed altri per un referendum palesemente inammissibile (e difatti dichiarato tale dalla Corte dei Conti).
Dopo tale iniziativa il gruppo si è impegnato in particolare per la riforma della LRT; in una prima fase il gruppo aveva deciso di elaborare una legge di iniziativa popolare; Baicchi elaborò una bozza di testo; l'iniziativa si è però arenata perchè le riunioni del gruppo registravano una partecipazione sempre più scarsa.
Ora il tema è divenuto nuovamente attuale sia per la legge nazionale che per quella regionale.
Il PD Toscano difatti ha deciso di promuovere in settembre una ampia consultazione per la legge elettorale regionale.
Proposte
1 -I punti centrali per la riforma delle leggi elettorali
  1. Introduzione del sistema proporzionale
Con le elezioni si eleggono anzitutto le assemblee rappresentative che per essere tali, anche quando sia prevista l’elezione diretta del Presidente della regione, devono essere eletti con il sistema proporzionale.
  1. Abolizione del premio di maggioranza o , quanto meno, attribuzione di un premio limitato alla lista che ottenga almeno il 45%
  2. Riduzione al 2% della soglia di sbarramento in modo da garantire una larga rappresentatività del Parlamento ( tale soglia deve valere per tutte le liste sia per evitare le c.d “liste civetta” sia per evitare coalizioni opportunistiche)
  3. Reintroduzione del voto di preferenza
  4. Divieto delle candidature multiple ( in più collegi)
  5. Abolizione dell’indicazione, sotto qualsiasi forma, del candidato a premier
E) Ridefinizione delle ineleggibilità sia per motivi di conflitto di interesse, sia per effetto di sentenze della magistratura sia per cariche ricoperte in altri organismi rappresentativi
Sulla base dei suesposti criteri si esprime una valutazione negativa sul “ Mattarelum” che non garantisce una effettiva rappresentatività del Parlamento, né la c.d. governabilità né consente agli elettori la scelta dei candidati; il candidato è scelto dal partito e se un elettore sceglie un programma di sinistra deve accettare il candidato che il partito ha scelto per il suo collegio.
2 Riforma costituzionale
La linea di tendenza della maggior parte delle forze presenti in Parlamento è quella di adattare la Costituzione formale alla Costituzione materiale; nello stesso tempo il “grillismo” ed il senso di colpa dei partiti (che si sono serviti delle istituzioni invece di servirle) hanno creato un’ondata demagogica che rischia di ridurre fortemente gli spazi di democrazia.
A nostro avviso la Costituzione deve essere anzitutto correttamente applicata piuttosto che modificata

I punti centrali del dibattito sono:
a) Forme e modi delle riforme costituzionali
C’è ormai una tendenza bipartisan di procedere a vere e proprie riscritture di parte della Costituzione in palese violazione dell’art. 138 Cost. che prevede invece modifiche su punti specifici
Ancora più grave è l’ipotesi prospettata nel corso delle consultazioni di Bersani di una sorta di riedizione della Bicamerale. . Pare però che anche i “saggi” si siano orientati in tal senso.
Si tratta invece di individuare i punti specifici di eventuali modifiche.
Se si ritiene che sia opportuno un intervento di revisione, si deve andare in direzione opposta alle tendenze neo- presidenzialiste sostenute dal Cav ed in qualche modo dallo stesso PD e che soprattutto si devono rafforzare le garanzie costituzionali
Si possono indicare:
b) Rafforzamento del ruolo del Parlamento
aa) limitare il ricorso alla decretazione di urgenza e della delega regolamentare ( c.d, delegificazione)
bb) limitazione del ricorso al voto di fiducia su singole leggi
cc) ridefinizione della delega legislativa che deve essere esercitata effettivamente nei limiti e con la modalità stabilita dall’art. 77Cost
SI potrebbe prevedere un riesame di parte del Parlamento su richiesta di una decimo dei componenti della Camera oppure un ricorso immediato e diretto alla Corte Costituzionale
dd) Potere di un decimo dei parlamentari entro un tempo breve di chiedere alla Corte Costituzionale il giudizio di legittimità di una legge o di una singola norma per palese violazione della Costituzione.
ee) Obbligo di uniformarsi, entro un congruo termine, all’esito del referendum abrogativo e di esame compiuto delle proposte di legge di iniziativa popolare, fatto salvo il diritto del comitato promotore di adire la Corte Costituzionale.
ff) Superamento del bicameralismo perfetto ed eventuale istituzionale del Senato delle Regioni.
gg) decadenza della carica di parlamentare o di consigliere regionale per assenza non giustificata per oltre 30 giorni in un anno.
c) Garanzia di terzietà ed indipendenza per tutti gli organismi di giurisdizione e controllo (Organi di giustizia amministrativa e controllo ed autorità indipendenti).
d) Messa in sicurezza della Costituzione e dell’effettiva indipendenza degli organi giurisdizionali, e di garanzia e di vigilanza prevedendo per qualsiasi rappresentanza del Parlamento e delle altre istituzioni rappresentative a maggioranza qualificate di 2/3.
Lo stesso principio deve valere per l’elezione del Presidente della Repubblica e le modifiche costituzionali.
e) Estensione dei principi concernenti il ruolo del Parlamento e gli obblighi inerenti alle forme di partecipazione dirette a tutte le istituzioni rappresentative (regioni, province comuni).
f) Valutare l’opportunità, al fine di rafforzarne il ruolo politico, di un accorpamento di talune micro-regioni. Provincie e comuni

3. Riduzione dei costi della politica
Senza dubbio il problema esiste e si sarebbe dovuto affrontare da molto tempo senza attendere il successo elettorale del M5S.
Per le stesse ragioni deve essere affrontato e risolto senza rincorrere il M5S o le demagogie di turno.
Il criterio deve essere: ridurre i costi impropri della politica e rafforzare la democrazia con i costi che sono necessari.
La partecipazione democratica non può essere né limitata né tanto meno riservata a chi possiede disponibilità economiche.
Di conseguenza invece di ridurre i componenti delle istituzioni rappresentative si devono:
a) ridurre drasticamente le indennità dei componenti delle istituzioni rappresentative eletti o designati; le indennità non dovrebbero superare, tutto compreso, il trattamento economico previsto per un docente universitario con una maggiorazione per i parlamentari che risiedono fuori Roma e limite con detrazione per le assenze (a meno che non sia giustificate per motivi di salute).
b) eliminare ogni forma di vitalizio; bisogna superare il professionismo della politica; l’impegno politico non deve essere alternativo ad un’attività lavorativa; di conseguenza si possono prevedere forme di contribuzione previdenziale sia per chi ha un’attività lavorativa sia per coloro che sono privi di occupazione.
Parlamentari e consiglieri regionali che svolgono un’attività professionale devono essere collocati in aspettativa con diritto alla contribuzione figurativa per tutta la durata del mandato, anche al fine di evitare possibili conflitti di interessi (avvocati che concorrono a fare leggi da utilizzare nei processi che patrocinano).
c) Dimezzare il finanziamento dei gruppi parlamentari e consiliari con l’obbligo di rendicontazione bimestrale da rendere pubblica nel sito istituzionale.
d)) Impedire la proliferazione dei gruppi parlamentari e consiliari; le dimissioni dal gruppo cui si è iscritto all’atto dell’ insediamento dell’istituzione comporta il passaggio al gruppo al gruppo misto.
e) Definizione di un tetto, ampiamente ridotto rispetto a quello attuale, per i rimborsi delle spese elettorali che devono essere regolarmente documentate e limitate alle forze politiche con i seguenti requisiti:
a) raggiungono almeno la soglia 2%
b) uno Statuto che deve essere pubblico e garantire:
aa) un articolazione territoriale dell’organizzazione politica;
bb) un percorso democratico di tutte le decisioni dell’organizzazione della copertura delle cariche dell’organizzazione e della designazione dei candidati e di ogni altra designazione da parte dell’organizzazione.
cc) la pubblicità e l’accesso pubblico degli atti applicativi di cui alle lett. aa) e bb) e dei bilanci annuali.
4) Trasparenza della politica
Tutte le forme di partecipazione democratica nelle istituzioni rappresentative e nelle strutture pubbliche devono essere improntate, ex art. 97 Cost., alla trasparenza ed all’imparzialità.
A titolo indicativo:
1) Fermo restando che le nomine degli assessori regionali, provinciali e comunali si fondano su rapporto fiduciario, in ogni caso l’eventuale revoca deve essere motivata con riferimento a motivi di interesse pubblico.
2) La designazione dei diversi organismi pubblici deve essere effettuata:
a) sulla base di valutazioni corrispondenti in base a criteri di competenza e professionalità, previo avviso pubblico e predeterminazione dei requisiti.
b) le eventuali revoche devono essere motivate con riferimento a comprovati motivi di interesse pubblico
c) ciascuna istituzione deve rendere pubblici tutti gli avvisi con tutte le informazioni per le selezioni.
d) tutto il personale assunto a carico delle risorsa pubbliche, ad eccezione di alcuni limitati incarichi strettamente fiduciari, devono essere scelti in base a selezioni pubbliche sulla base di criteri predeterminati ed imparziali.
Per le assunzioni a tempo indeterminato si deve procedere a regolari procedure concorsuali.
e) al fine di avere un quadro complessivo di tutto il personale utilizzato nelle istituzioni rappresentative o nelle strutture da esse dipendenti, entro un determinato termine tutti gli enti rendono pubblico un elenco di tutto il personale designato o nominato, con qualifica, trattamento economico e durata della carica o incarico.

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