Ieri, CSP nasce nel 2012 come un’iniziativa politica nuova
che porti alla costituzione di un polo alternativo agli schieramenti
politici esistenti, con uno sbocco immediato anche a livello elettorale.
Voleva essere collettore di movimenti locali e nazionali impegnati per
la difesa di diritti e territorio, coinvolgendoli nella costruzione di
una loro rappresentanza.
Durante la campagna elettorale, criticando i presupposti di formazione
della lista Rivoluzione Civile ma sostenendone il programma
antiliberista, CSP tenta di perseguire pratiche per restituire alla
cittadinanza e agli elettori un ruolo attivo di orientamento e di
controllo sul programma, e in prospettiva sull’operato dei loro
rappresentanti in parlamento, o su quello del futuro governo.
Oggi, CSP vuole sviluppare un confronto sereno su come
inserirsi nello scenario politico che si è aperto dopo le elezioni con
il risultato del M5S. Per chi aspira ad un cambiamento reale la
situazione è oggi ancora più grave, difficile e complessa. Oltre alla
crescita di movimenti che non rappresentano un’area pienamente “solidale”,
va scongiurato anche un eventuale nuovo calo di interesse per la cosa
comune, da parte dei cittadini; ma la nuova situazione offre anche, al
tempo stesso, effettivi spazi, che forse si chiuderanno rapidamente, e
accelera il cambiamento perché oggi, almeno per un momento , sull'onda
del M5S, le tradizionali posizioni di potere non sono più acquisite e
garantite.
Domani, L’obiettivo principale di CSP era e potrebbe tornare ad essere l’accreditamento di una prospettiva:
un contenitore finalmente unitario – o potenzialmente tale – di una
convergenza di forze sociali e di iniziative civiche radicalmente
alternative, nella pratica, che si cimentino a livello cittadino,
regionale e nazionale.
OBIETTIVO IMMEDIATO
Tale prospettiva va però delineata e articolata in maniera puntuale. Da
tempo infatti la sinistra non sa più parlare alle persone i cui
interessi pretende di rappresentare. Ha perso i propri orizzonti
progettuali. Non sa farsi capire da chi costituisce il suo riferimento
sociale naturale, anche perché non ha più obiettivi chiari e credibili,
non ha un programma serio, solido e verificabile di assetti complessivi e
organizzazione sociale che risponda alle sfide ambientali, produttive,
culturali e riproduttive nazionali e mondiali.
Da subito vogliamo portare un contributo concreto alla costruzione
programmatica della prospettiva alternativa, alla definizione delle
scelte concrete e alla sua diffusione di massa, attraverso un metodo
specifico di cui ci pare si senta la mancanza.
Ci proponiamo di contribuire a mettere in moto, tanto prese di posizione
e mobilitazioni su priorità locali, quanto una serie di incontri su
problematiche sociali, economiche e istituzionali di più ampio respiro.
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